Il perché del ciclo di vita nella comunicazione ambientale

3 Maggio 2012

Abbiamo già parlato del fatto che le asserzioni ambientali dovrebbero considerare l’intero ciclo di vita del prodotto .

Ma perché?

Principalmente perché il rischio è che si divulghino o, peggio, vengano messi in risalto, aspetti o fasi di un prodotto che hanno un ridotto impatto ambientale, mentre l’impatto ambientale maggiore risiede in altri aspetti o in altre fasi. Alcune guide sulle asserzioni ambientali portano l’esempio dell’automobile.

La guida  Green marketing and the Australian Consumer Law fa l’esempio dell’automobile con un consumo molto basso di carburante, e per tale motivo pubblicizzata come “verde”. Poiché quest’affermazione generale non tiene conto dell’impatto ambientale delle fasi di produzione e smaltimento, che potrebbero avere un elevato impatto ambientale, la pubblicità, per non essere fuorviante, dovrebbe concentrarsi sul basso consumo.

L’esempio stesso ci fa capire che se un prodotto ha un ridotto impatto in una particolare fase o in una sua parte, la comunicazione dovrebbe specificare tale aspetto, e ciò non è possibile se a priori non vi è un approccio all’intero ciclo di vita.

La Green Claims Guidance inglese consiglia di svolgere una seria e documentata valutazione (LCA per i prodotti) se si intendono fare asserzioni relative alla performance ambientale complessiva, mentre se si intende fare un’asserzione ambientale relativa ad un singolo attributo e non si intende svolgere una LCA completa, è bene assicurarsi che l’asserzione sia specifica a quel particolare attributo e non implichi un beneficio più generale riferibile al prodotto.

Categorie: Life Cycle Thinking