Venerdì, un libro e ricordi d’infanzia

25 Maggio 2012

Doppio blu è un libro strano, che ho preso per curiosità. Il titolo è bello, e ha attirato la mia attenzione la prima frase della quarta di copertina: “Che relazione c’è fra il bambino che si è stati e l’adulto che si è diventati?”. Non ci pensiamo mai, ma se ci fermiamo a ragionarci quanti ricordi, quante considerazioni possono emergere. Questo libricino di 62 pagine è costituito da una serie di dialoghi tra l’autore e il suo cane, in riva al mare, e ricordi d’infanzia dell’autore, prima nella “Cagliari vecchia, borghese e illustre” poi, per un rovescio di fortuna, in quella popolare. Molto belle le conversazioni filosofiche tra uomo e cane, da cui è tratto il brano che segue. Si possono leggere anche solo quelle, volendo, ma tra i ricordi d’infanzia non saltate “Le surre”, “Le storie” e “Le stecche”.

“Le cose che ricordi di quando eri bambino, mi dicevi, ti paiono piene di senso, luccicanti.”

“Esatto, ma così le vedo ora, dicevamo. Il bambino, quel bambino che io ero, cosa vedeva proprio quando era bambino?”

“Probabilmente niente. Trasparenze.”

“Trasparenze…- ripeto fra me. – Come l’acqua nella bottiglia?”

“Proprio quella. Vedeva l’acqua che aveva intorno, i giorni suoi, che sono trasparenti come i tuoi. Vedeva il suo giorno ogni giorno. E il giorno di ogni giorno è trasparente: uno c’è dentro e basta, non lo vede.”

“E io invece, che guardo quel bambino da qui, da questa lontananza, nel ricordo…”

“Che cosa vedi?”

“Vedo i suoi giorni azzurri!”

“Vedi il mare.”

Questo è il blu; se volete sapere cos’è il doppio blu dovrete leggere il libro.
Doppio Blu, Bruno Tognolini, Topipittori

E visto che si parla di ricordi d’infanzia, la primavera ne risveglia molti. Quanti fiori di trifoglio abbiamo succhiato, cercandone il sapore zuccherato.

E quanti papaveri abbiamo raccolto, per poi segnarci la fronte o le braccia con la stella dello stimma.

Categorie: Libri