Venerdì, un libro…d’artista!

29 Giugno 2012

“Fare libri d’artista”, workshop tenutosi a Sarmede il 16 e il 17 giugno 2012, alcuni esempi di monotipo.

Per questo caldo venerdì di giugno,   non esattamente un libro, ma un genere: il libro d’artista.

Definirlo è piuttosto difficile, grossolanamente potremmo dire che si tratta di un’opera d’arte sfogliabile, aggettivo non condiviso da tutti i critici. Sebbene in Italia sia poco conosciuto e diffuso ho avuto l’occasione di incontrarlo in più occasioni ultimamente.

La storia del libro d’artista non è recente come si potrebbe pensare. Un antico esemplare, individuato dallo studioso Marino Zorzi, è conservato alla Biblioteca Marciana: si tratta di un libro bizantino del IX secolo, così preziosamente e finemente ornato da perdere la funzione di libro per diventare un’icona. Il libro d’artista è stato reinventato più volte dal genere umano, dalle avanguardie del primo novecento come dal geniale Munari .

  Un libro quasi da non toccare! Libro bizantino conservato alla Biblioteca Marciana di Venezia.

Nei libri d’artista il rapporto tra pagina, testo ed immagine non è così scontato come nei libri tradizionali, in un certo senso le immagini e le parole diventano un materiale al pari della pagina.. che non sempre è di carta! Ogni pagina è unica, come a volte lo è ogni copia del libro, che può essere stampato e rilegato nelle più diverse maniere, tra cui quella tradizionale, sia esso destinato a bambini che ad adulti.

 

“Fare libri d’artista”, workshop tenutosi a Sarmede il 16 e il 17 giugno 2012, fisarmoniche di carta.

Mi hanno raccontato che uno dei motivi per cui in Italia era (è) difficile trovare libri d’artista o comunque trovarli pubblicati, fino a qualche anno fa, era il fatto che i libri editi in Italia venivano praticamente sempre stampati e rilegati entro i confini nazionali, e lo stesso accadeva anche per i libri fuori formato o con rilegature particolari (come spesso quelli d’artista), che richiedono necessariamente una stampa al di fuori degli standard del settore e una rilegatura artigianale. La creazione del libro da manodopera italiana comportava un aumento tale del prezzo del libro da renderlo invendibile o comunque molto più costoso delle copie edite in altri paesi. Infatti in molti altri stati europei, già da tempo, queste lavorazioni vengono commissionate ad aziende con sede in paesi in cui il costo della mano d’opera è di molto minore. Purtroppo o per fortuna, dipende da come la si vuol vedere, la situazione italiana si sta adeguando alla realtà europea.

A:   Ma a che cosa serve un libro?
B:   A comunicare il sapere, o il piacere, comunque ad aumentare la conoscenza del mondo.
A:   Quindi, se ho capito bene, serve a vivere meglio?
B:   Spesso sì.

Bruno Munari

Post e foto di Valentina Trevisanato

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