Sam Cooke, 22 gennaio 1931

22 Gennaio 2013

Oggi faccio un’eccezione. Di argomenti non strettamente legati alla sostenibilità scrivo solo il venerdì, e si tratta principalmente di libri o eventi alla Filanda (lettura nel primo caso, musica, teatro, e qualche festa nel secondo; tutti, a mio parere, argomenti altamente sostenibili).

Oggi però ricorre l’anniversario della sua nascita, così voglio dedicare un piccolo spazio a quello che è stato per me il mio “portafortuna”, per il resto del mondo il King of Soul, uno dei padri di questo genere musicale. Me l’ha fatto conoscere all’università il mio amico Francesco, grande conoscitore di musica, e il suo disco “Sam Cooke live at the Copa”, registrazione di un suo concerto del 1964, è stata la mia carica per tutti gli esami che ho sostenuto gli ultimi anni di università. Ognuno ha i suoi piccoli rituali, soprattutto in occasione di appuntamenti importanti; il mio era ascoltare Sam Cooke live al Copacabana di New York. Lui è brillante, canta e si diverte, interagisce con il pubblico. Io lo ascolto e sono di buon umore.

Un cantante elegante, carismatico, grande intrattenitore dallo stile inconfondibile, purtroppo morto giovanissimo, in modo tragico. E poco chiaro. Ma erano anni in cui una persona di colore poteva essere uccisa senza che si approfondisse troppo, anche se era un cantante famoso.
In questo video canta “You send me”, e ditemi se non è fantastica quella sua S morbida e graffiata al tempo stesso. La migliore S che abbia mai sentito. Lo so, amo i dettagli.

Buon ascolto.

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