Venerdì, un libro, un omino e Dio

31 Maggio 2013

Questo è uno di quei libri così particolari che quando li trovi, per un attimo sei proprio felice. A me succede, anche se, ora che lo scrivo, mi rendo conto che può sembrare esagerato. Io credo che sia una fortuna.

In genere libri come questo non li scovo in libreria, ma in una delle mie biblioteche preferite. “L’omino e Dio” ha vinto il premio Astrid Lindgren 2010, il premio più importante al mondo per la letteratura per l’infanzia.

Omino una mattina va a fare una passeggiata, e incontra niente di meno che Dio.

“Chi sei?” domanda educatamente.

“Sono Dio”

“Sei Dio? Il DIO?

Non ti immaginavo assolutamente così.”

“Primo, non sono il Dio. Sono un dio.”

E da Dio (o dio) che si rispetti, anche lui sa trasformarsi in qualsiasi cosa.

Mi sembra un po’ un Barbapapa.

E questo Dio sa tutto, cammina sull’acqua, sa volare, ed è entusiasta.

E’ anche un Dio molto umile, che ama far credere all’omino che può insegnargli qualcosa. Fantastico.

Ma soprattutto il finale, oh my! Quando leggi un libro come questo, che aspettative ti crei per un finale all’altezza? Questo le rispetta tutte, anche meglio.

Mi sono domandata che accoglienza possa aver avuto un libro come questo in un paese permeato da una forte cultura cattolica. Non ho letto alcun commento, per non farmi influenzare e perché, sinceramente, in questo caso non mi interessava. Io apprezzo molto la capacità di saper condensare concetti complessi in pochi segni, e parole. Apprezzo soprattutto perché vedo in giro, al contrario, un grande desiderio di prendere la parola e tenersela ad oltranza, a costo di annoiare e sfinire. Però è anche vero che ci vuole un grande equilibrio, e l’abilità di semplificare senza sminuire, senza banalizzare. Ho letto un libro che parla proprio di questo, scritto da un autore che pensa parecchio male di questa tendenza moderna a “bignamizzare” il sapere. Molto interessante, ne parlerò sicuramente.

Ma per rimanere al nostro omino, guardate questo video , uno speciale di Rai filosofia, nel quale la traduttrice parla del lavoro di traduzione, delle difficoltà che ha posto e del senso di questo racconto.

Buon fine settimana.

Categorie: Libri