Venerdì, un libro per ricordare

13 Marzo 2015

“Circa 1.200.000 bambini e ragazzi ebrei sono stati deportati e assassinati dai nazisti e dai loro collaboratori nel corso della Shoà della Seconda guerra mondiale. Gran parte di quelli che sono sopravvissuti sono riusciti a farlo perché erano nascosti. Alcuni vennero nascosti presso altre famiglie ebree. Altri in conventi e monasteri. Altri ancora nelle campagne. Alcuni trovarono asilo presso famiglie e persone non ebree. Mi chiamo Isaac Sztrymfman e anch’io sono stato un bambino nascosto”

Isaac Sztrymfman è stato anche Jean e basta, poi Jean Devolder, infine Isaac Millman. Con quest’ultimo nome è stato illustratore di libri per l’infanzia e art director di un’importante agenzia pubblicitaria negli Stati Uniti. Con gli altri nomi è stato prima un bambino felice, poi un bambino nascosto.

Non riesco ad immaginare come l’odissea vissuta negli anni dell’infanzia possa essere stata elaborata, ma il racconto autobiografico di questo libro rispecchia un animo ferito ma finalmente in pace, al quale gli anni, tanti, hanno donato la capacità di raccontare gli eventi con lucidità e una tenera sobrietà.

Il libro è apparso per la prima volta nel 2005, quando l’autore aveva 72 anni. La storia è accompagnata da qualche foto, fortunatamente salvatasi, e dalle illustrazioni dell’autore stesso. Sono belle queste immagini che parlano con gli occhi di un bambino e la matita di un anziano, e che ripercorrono momenti delicatissimi, come l’ultimo abbraccio al padre, la disperazione dell’abisso, la solitudine e infine il conforto di chi ha rappresentato la salvezza.

E’ una storia toccante da leggere a qualsiasi età, ma consiglio vivamente la lettura a voce alta a dei bambini, sarà una bellissima esperienza per tutti.

Il bambino nascosto, Isaac Millman, Emme Edizioni

Buon fine settimana.

Categorie: Libri