Notizie del mese dall’Europa, dall’Italia e da 2B

28 Marzo 2024

Raccontiamo tre notizie del mese di marzo:

  1. Nuove misure e sanzioni per punire la criminalità ambientale

La criminalità ambientale è al quarto posto fra le attività criminali dopo il traffico di droga, armi e tratta di esseri umani. La proposta di rafforzamento della protezione ambientale era stata già presentata nel dicembre 2021 dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di contrastare il numero crescente di reati ambientali. Ad oggi, il parlamento europeo ha definito nuove misure e sanzioni, che variano a seconda della durata, gravità o reversibilità del danno e mirano a punire la criminalità ambientale, tra cui il commercio illegale di legname, l’esaurimento delle risorse idriche, la violazione della legislazione in materia di sostanze chimiche e l’inquinamento provocato dalle navi.

La direttiva considera anche i “reati qualificati”, ovvero avvenimenti che portano alla distruzione di un ecosistema e sono paragonabili all’ecocidio. Ne sono alcuni esempi: incendi boschivi su larga scala, l’inquinamento diffuso di aria, acqua e suolo. Inoltre, si assicura assistenza e sostegno nel contesto del procedimento penale a chi decide di denunciare un reato ambientale.

Gli stati devono assumersi l’impegno di formare attraverso dei corsi specializzati le forze dell’ordine, i giudici e i pubblici ministeri sulla redazione di strategie nazionali e sull’organizzazione di campagne di sensibilizzazione contro la criminalità ambientale.

  1. Giudizio Universale: la sentenza

A novembre abbiamo raccontato in un’intervista la prima climate litigation italiana. Pensavamo saremmo tornati sull’argomento per raccontarne l’epilogo ma la conclusione sembra ancora lontana. La sentenza del tribunale di Roma è arrivata il 6 marzo e la causa è stata definita inammissibile per difetto di giurisdizione, ovvero l’impossibilità per il giudice ordinario di esplicare la propria funzione giurisdizionale. Questa mancata decisione ostacola la svolta che ci si aspettava, quindi il verdetto verrà impugnato.

Attraverso questa causa si chiedeva al giudice di riconoscere che l’insufficienza delle politiche climatiche in campo minaccia il godimento dei diritti fondamentali e di imporre allo Stato italiano una revisione al rialzo degli obiettivi di riduzione delle emissioni. La decisione del tribunale non entra nel merito delle prove presentate e di tutta la documentazione prodotta ma si limita ad affermare che la causa è inammissibile per difetto di giurisdizione. Infatti, secondo la sentenza, nessun tribunale in Italia è in grado di decidere su questo tipo di domanda.

Riportiamo il commento di Marica Di Pierri, portavoce di A Sud e co-coordinatrice della campagna Giudizio Universale: “Si tratta di un’occasione persa per le istanze sociali ed ambientali nel nostro paese ma la volontà di non esprimersi del tribunale di Roma non comporta che non ci siano i presupposti per una condanna dello Stato. Secondo il tribunale nessun giudice italiano può tutelare i diritti fondamentali minacciati dalla inefficienza delle politiche climatiche dello Stato, come avvenuto in molti paesi europei. È una scelta di retroguardia. Non possiamo negare di essere delusi dall’esito del processo ed è certo che impugneremo la decisione. Teniamo in conto che la strada per ottenere giustizia in tribunale può essere lunga, basti pensare al cammino che hanno dovuto percorrere le cause contro l’amianto.  Siamo forti del fatto di aver contribuito a mettere in moto un movimento globale di persone che si rivolgono alla giustizia per proteggere il loro diritto a un clima stabile.  Soprattutto, siamo dalla parte giusta della storia. Siamo dalla parte della scienza, dalla parte dei diritti. E non ci fermeremo: continueremo a batterci per vedere le nostre istanze accolte e il diritto al clima riconosciuto.”

  1. Una giornata con gli iscritti al Master GAS – Gestione Ambientale Strategica

Nato dall’esperienza del CESQA (Centro Studi Qualità Ambiente), sotto il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, il master GAS offre una formazione mirata sul settore ambientale. Si trattano temi come il Climate Change, la Life Cycle Management, l’Energy management, la Carbon e Water Footprint; oltre a fornire le competenze necessarie per diventare auditor ambientale.

La ventunesima edizione ha avuto inizio a novembre 2023. Attualmente, i partecipanti affrontano il modulo 5 sulla Life Cycle Management, in cui si parla di politica integrata di prodotto della UE, metodologia Life Cycle Assessment, Green Public Procurement (acquisti verdi della pubblica amministrazione), etichette ambientali e Regolamento EcoLabel.

Leo Breedveld, Direttore Scientifico di 2B, è stato invitato per condividere la sua testimonianza di esperto ultraventennale in ambito internazionale di LCA. Il seminario ha avuto l’obiettivo di offrire agli studenti una prospettiva pratica e interattiva della disciplina.