3 casi di Greenwashing

9 Ottobre 2024

Vi proponiamo tre casi di Greenwashing presi dal passato remoto, recente e recentissimo. Il tempo non è un fattore rilevante in quest’ambito, in quanto negli anni gli errori nella costruzione delle asserzioni ambientali sono rimasti pressoché invariati. Per spezzare questo circolo vizioso, è importante trarre degli insegnamenti pratici dagli errori commessi da noi stessi e/o da altri.

  1. Acqua Sant’Anna (Italia)

Nel 2012 l’azienda Fonti di Vinadio viene giudicata dall’AGCOM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) per la comunicazione ambientale riguardante la sua BioBottle. Le contestazioni riguardano la scarsità delle fonti a supporto delle asserzioni ambientali pubblicate e la non imparzialità dell’ente che ha avallato tali informazioni. L’eccessiva semplificazione del linguaggio per risultare comprensibile al consumatore medio ha contribuito a generare degli importanti fraintendimenti sulle cifre menzionate e sui reali benefici del materiale alternativo scelto per queste bottiglie. La sanzione pecuniaria amministrativa è stata pari a 30.000€.

  1. Easigrass (UK)

L’ASA si è recentemente espressa sui contenuti di alcuni post pubblicati su Facebook nel corso del 2023 da Easigrass. L’azienda ha utilizzato claim ambientali come “eco”, “fully recyclable”, “it offers a range of environmental benefits” e “ticks all the environmental boxes” non riuscendo, però, a giustificarli. Un aspetto integrante alle asserzioni fatte è lo smaltimento del prodotto a fine vita che, al momento della pubblicazione dei post, l’azienda non riusciva a garantire comodamente a tutti i clienti del Regno Unito. Infatti, in tutto il paese c’è un’unica sede già predisposta e attiva per lo smaltimento. L’ASA ha impedito a Easigrass di utilizzare ancora la pubblicità nella sua forma attuale.

  1. Regione Auvergne-Rhône-Alpes (Francia)

Ad aprile di quest’anno la JDP (Jury de Déontologie Publicitaire) organo dell’ARPP (Autorité de régulation professionelle de la publicité) ha valutato il caso dei mezzi di trasporto a metano della regione Auvergne-Rhône-Alpes. La scelta dell’asserzione “Respirez! Avec la région je roule au gas naturel” rafforzata da una grafica suggestiva con foglie e margherite è stata giudicata fuorviante, in quanto non rispecchia le effettive conseguenze ecologiche derivanti dall’utilizzo di metano.

Per approfondire i casi raccontati sopra e per scoprirne di nuovi, vi invitiamo ad esplorare la nostra pagina dedicata alla Divulgazione. Cliccando sul riquadro dedicato al Greenwashing troverete delle schede di analisi di diversi casi, in cui forniamo degli spunti pratici per la gestione della comunicazione ambientale secondo gli standard internazionali. Se non vi manca il senso dell’umorismo, non perdete l’occasione di scaricare l’esclusivo Greenwashing Kit per promuovere prodotti eco-friendly in modo facile e veloce con una comunicazione verde ad hoc.