Transizione verde: l’incertezza sul destino della direttiva e il tema delle sanzioni

30 Luglio 2025

Negli ultimi mesi, attraverso la nostra rubrica “Transizione verde”, abbiamo approfondito l’evoluzione del contesto normativo europeo, con particolare attenzione alla direttiva Empowering consumers for the green transition. Ci siamo soffermati su alcuni aspetti centrali del testo, come l’obsolescenza programmata e il diritto alla riparabilità.

Oggi raccontiamo un’altra direttiva cruciale: Green claims. A differenza della direttiva dedicata ai consumatori, questo provvedimento non è ancora stato approvato, e nelle ultime settimane è tornato al centro del dibattito. Il processo di adozione sembrava essere giunto alle battute finali, con un testo ormai definito e in attesa solo degli ultimi accordi tra Parlamento e Commissione. Tuttavia, c’è stato un colpo di scena: diversi Paesi, tra cui l’Italia, hanno ritirato il proprio sostegno, bloccando l’iter e mettendo a rischio la sopravvivenza della direttiva. Attualmente i negoziati si sono riaperti e si lavora sulla revisione di alcuni punti chiave, come gli impatti sulle piccole imprese.

La direttiva sui green claims è pensata come complemento a quella sui consumatori: i temi principali verrebbero comunque toccati, ma con minore dettaglio e chiarezza operativa. Più nel dettaglio la direttiva Empowering consumers for the green transition vieta alcune pratiche scorrette come l’obsolescenza programmata e fornisce informazioni utili sulla gestione della riparabilità dei prodotti. Tuttavia, manca di criteri tecnici dettagliati introdotti, invece, dalla direttiva Green claims su temi comuni come: le etichette ambientali, le asserzioni sulla compensazione e altro.

Il sistema sanzionatorio rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti e potenzialmente incisivi della direttiva. Sebbene le sanzioni da sole non bastino a eliminare il greenwashing, costituiscono un forte deterrente in un contesto di mercato sempre più competitivo. Nei paragrafi seguenti approfondiamo i contenuti del testo su questo tema, per valutare quali conseguenze potrebbe comportare un suo indebolimento o una sua completa rimozione.

Nella versione attuale del testo le sanzioni prevedono un’esenzione delle microimprese (che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro). Queste ultime non hanno obblighi di attestazione e non devono attenersi alle norme in materia di comunicazione per evitare impatti sproporzionati. Per tutte le altre aziende, la violazione della direttiva prevede l’applicazione di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive.

La determinazione della sanzione da parte delle autorità competenti dovrebbe tenere conto dei seguenti aspetti:

  • natura, gravità, entità e durata della violazione;
  • il carattere intenzionale o colposo e, eventualmente, le azioni intraprese per porvi rimedio;
  • la capacità finanziaria del soggetto ritenuto responsabile;
  • i benefici economici tratti dalla violazione;
  • violazioni precedenti;
  • altri fattori aggravanti o attenuanti da valutare caso per caso;
  • sanzioni ricevute per la stessa violazione in altri Stati Membri in casi transfrontalieri.

Le sanzioni previste sono:

  • ammende che di fatto privino i responsabili dei benefici economici derivanti dalle violazioni commesse e il cui importo sia aumentato in caso di infrazioni ripetute; l’importo massimo di tali sanzioni pecuniarie sia almeno pari al 4 % del fatturato annuo del venditore nello Stato membro o negli Stati membri interessati.
  • confisca dei proventi percepiti dal venditore da una transazione con i prodotti interessati.
  • esclusione temporanea, per un periodo massimo di 12 mesi, dalle procedure di appalto pubblico e dall’accesso ai finanziamenti pubblici, comprese procedure di gara, sovvenzioni e concessioni.

Per sapere se la direttiva sarà effettivamente approvata, e con quali eventuali modifiche, occorrerà attendere ancora. Continueremo a monitorare da vicino l’evoluzione del negoziato e ne daremo conto nella nostra rubrica “Transizione verde”, dedicata all’approfondimento delle politiche ambientali dell’Unione Europea.