Transizione verde: Ecodesign for sustainable products

3 Novembre 2025

L’Ecodesign for sustainable products (ESPR) è un regolamento e si differenzia dalla direttiva per una maggiore rigidità nella sua trasposizione a livello nazionale. Gli Stati Membri devono, infatti, integrarlo nel proprio ordinamento giuridico senza apportare alcuna modifica al testo.

Diversamente, la direttiva fornisce un obiettivo e lascia ad ogni Stato la scelta di definire come raggiungerlo. Il regolamento è immediatamente vincolante per tutti gli Stati membri, garantendo un’applicazione uniforme in tutta l’Unione Europea.

Entrato in vigore nel luglio 2024, l’ESPR rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alla precedente direttiva sulla progettazione ecocompatibile, estendendone la portata e rafforzandone gli obiettivi.

Il regolamento mira a:

  • migliorare la sostenibilità complessiva dei prodotti immessi sul mercato europeo, potenziandone circolarità, efficienza energetica, riciclabilità e durabilità;
  • rafforzare il mercato unico e prevenire la frammentazione normativa tra gli Stati membri;
  • stimolare innovazione, competitività e occupazione nei settori legati a rifabbricazione, manutenzione, riparazione e riciclo.

Un’attenzione particolare è riservata a PMI e microimprese, per le quali sono previste misure di supporto come incentivi finanziari, formazione specializzata e assistenza tecnica per agevolare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili.

Rispetto alla direttiva precedente, L’ESPR introduce due innovazioni chiave:

  1. Coinvolge quasi tutti i prodotti fisici, non solo quelli connessi all’energia.
  2. Amplia la gamma di specifiche ecocompatibili: non più soltanto efficienza energetica, ma anche durabilità, riparabilità, riciclabilità, contenuto riciclato e riduzione dell’impronta ambientale complessiva.

Inoltre, il regolamento introduce strumenti operativi fondamentali per la transizione circolare:

  • Passaporto digitale di prodotto, per tracciare la composizione e la storia di ogni bene.
  • Etichettatura ambientale chiara e standardizzata.
  • Obblighi di trasparenza e informazione per produttori e distributori.
  • Divieto di distruzione dei prodotti invenduti, per ridurre sprechi e rifiuti.
  • Appalti pubblici verdi, per orientare la domanda pubblica verso prodotti sostenibili.

I requisiti di ecodesign riguardano tutti i prodotti e componenti immessi sul mercato dell’UE, compresi gli elementi digitali integrati. Sono invece esclusi:

  • alimenti e mangimi;
  • medicinali e veterinari;
  • organismi viventi, prodotti di origine umana e derivati biologici;
  • veicoli.

Tra i vari criteri, durabilità e riparabilità rappresentano il cuore dell’ESPR. L’obiettivo è prolungare il ciclo di vita dei prodotti e ridurne l’impatto lungo l’intera catena del valore.

I requisiti potranno essere definiti per gruppi specifici di prodotti, ad esempio lavatrici o apparecchi elettronici, ma anche come requisiti orizzontali validi per intere categorie (come tessili, mobili o dispositivi ICT), quando le similitudini tecniche lo consentono.

I gruppi prioritari a cui si applicheranno per primi i requisiti sono:

  1. Ferro e acciaio
    b. Alluminio
    c. Prodotti tessili (abbigliamento e calzature)
    d. Mobili
    e. Pneumatici
    f. Detergenti
    g. Vernici
    h. Lubrificanti
    i. Sostanze chimiche
    j. Prodotti connessi all’energia
    k. Prodotti ICT ed elettronici

Pe un approfondimento maggiore di alcuni aspetti del regolamento non perdetevi i prossimi articoli della nostra rubrica “Transizione verde”, dedicata agli sviluppi delle politiche ambientali nell’Unione Europea.