In ufficio che carta usate?

25 June 2013

Ci siamo impegnati ad utilizzare carta da foreste gestite in modo sostenibile e, per quanto possibile, anche con Ecolabel europeo, che è un ecolabel di tipo 1 (ne abbiamo parlato Here , Here e Here ). Dico “per quanto possibile” perché questa carta non la si trova sempre; molti rivenditori infatti non la vendono, o non sempre.

Recentemente ne abbiamo acquistato un quantitativo considerevole in modo da essere tranquilli per un bel po’ di tempo e, dalla reazione del titolare del negozio presso il quale l’abbiamo acquistata, abbiamo dedotto che ciò non capita di frequente. Non l’abbiamo acquistata in un piccolo negozio, ma in uno grande, specializzato in cancelleria per ufficio, molto ben fornito, conosciuto e con un buon bacino d’utenza. Ho chiesto al titolare quanta di quella carta vende e, a conferma della mia ipotesi, mi ha detto che non ne vende molta. Il motivo? Costa. In quel negozio una risma costa circa 1 euro in più rispetto ad una risma di carta che ha solo il marchio FSC. Chiaramente questo confronto si basa sulla marca tenuta da quel punto vendita, e potrebbe variare per marchi diversi o in altri punti vendita. Lo stesso titolare ci ha detto che in genere quella carta con l’ecolabel europeo viene acquistata per usi particolari, per relazioni importanti, non per i documenti che si stampano quotidianamente in un ufficio, e lui stesso ci ha consigliato quella economica per un uso frequente. Non ha fatto cenno all’aspetto ambientale. In quanto alle vendite, nel suo negozio per un bancale di carta con ecolabel ne vende 10 con il solo marchio FSC.

Questa situazione mostra due dei principali problemi del promuovere e vendere i prodotti con un ridotto impatto ambientale. Innanzi tutto, il consumatore si aspetta che il prodotto più sostenibile costi tanto quanto gli altri, e l’aspetto ambientale diventa per molti una discriminante solo a parità di prezzo. Inoltre, è ancora molto raro che in un punto vendita si trovi personale in grado di spiegare  cosa sono questi marchi ambientali, o che abbia anche qualche vago interesse a saperne di più.  Non è interessato perché pensa che il cliente non lo sia o il cliente non ci pensa perché nessuno glielo dice? Forse sarà più vero il secondo caso, ma non è un buon motivo per non cominciare; le aziende dovrebbero seriamente iniziare a formare chi poi vende i loro prodotti, anche per quanto riguarda le tematiche ambientali. Tanto sforzo è in parte sprecato se poi al consumatore arriva un messaggio sbagliato, o travisato.