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Life Cycle Assessment

Cos’è il Life Cycle Assessment (LCA)

LCA acronimo di Life Cycle Assessment (in italiano Valutazione del Ciclo di Vita), è uno strumento per analizzare l’impatto ambientale di un prodotto lungo tutte le fasi del suo intero ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime, attraverso la produzione, il trasporto, la fase d’uso, fino allo smaltimento.

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A cosa serve la LCA

La LCA permette di studiare nel dettaglio ogni aspetto relativo a ciascun componente di un prodotto o servizio, sviscerando la complessità del suo intero ciclo di vita. Questo permette di individuare i processi e le fasi più impattanti dal punto di vista ambientale e avere quindi una chiara indicazione delle problematiche che necessitano di priorità di intervento. La LCA può servire per migliorare un prodotto esistente o per guidare il processo decisionale nella creazione di nuovi prodotti.

Cosa si analizza con la LCA?

Quando si intraprende un progetto di LCA, per prima cosa si identificano tutti i processi coinvolti di ciascun componente di un prodotto e del suo imballaggio. Successivamente, per ciascun processo vengono raccolti i dati relativi alle risorse utilizzate (es. energia, acqua ecc.) – gli input – e alle emissioni in acqua, aria e suolo – gli output. Sulla base delle risorse utilizzate e delle emissioni vengono calcolati gli impatti (ad es. eutrofizzazione, riduzione dello strato di ozono, acidificazione, tossicità ecc.).

Esempio di analisi LCA

Immaginiamo di voler calcolare l’impatto di un litro di latte in bottiglia di vetro. Da dove partiamo?

Iniziamo dalla mungitura? Dalla mucca? Oppure più a monte?

Per produrre il nostro latte, avremo bisogno di considerare il ciclo di vita della nostra mucca, che comprende anche ciò di cui si ciba. Anche il mangime viene quindi incluso nell’analisi, assieme al trasporto necessario per portarlo all’allevamento. Una volta munto il latte, questo verrà raccolto, trattato ed imbottigliato. La distribuzione del latte, come di tutti gli alimenti freschi, richiede che non venga interrotto il ciclo del freddo, quindi la refrigerazione viene garantita durante il trasporto e nel punto vendita, con conseguente consumo di risorse. Nel caso del latte, la fase d’uso non viene considerata perché altamente dipendente dal singolo utilizzatore, ma viene compreso il fine vita della bottiglia. Per altri prodotti, come ad esempio un computer o un aeroplano, la fase d’uso ha un impatto importante.

Lo studio si approfondisce ulteriormente nell’analisi delle singole fasi. Per analizzare il mangime della nostra mucca sarà necessario considerare l’intero ciclo agricolo, a partire dalla preparazione del suolo, la semina, la cura, fino alla crescita e al raccolto, e prosegue poi nella fase industriale che si conclude con l’imballaggio e il trasporto.

La mucca protagonista di questo esempio è anch’essa un ciclo di vita nel ciclo di vita. Il suo caso è particolare perché la mucca fornisce diversi prodotti, come latte, carne, cuoio. La scelta metodologica da fare in questo caso è decidere come allocare gli impatti di questo ciclo tra i diversi coprodotti.

Nella Life Cycle Assessment vengono considerati anche gli imballi. Qui, a titolo esemplificativo, consideriamo solo la bottiglia di vetro, ma questa in realtà potrebbe avere un’etichetta di carta incollata alla bottiglia, che andrebbe inclusa. Vanno inoltre inclusi gli imballi secondari della bottiglia di vetro vuota e gli imballi secondari (ad esempio una scatola di cartone) che vengono utilizzati per distribuire le bottiglie piene nei punti vendita.

Il frigorifero che contiene la nostra bottiglia di latte al supermercato verrà studiato lungo il suo intero ciclo di vita. Se il frigorifero in tanti anni di servizio conterrà x bottiglie di latte, dovrà essere imputato alla bottiglia di latte 1/x dell’impatto del frigorifero.

Ugualmente, dovrò considerare il ciclo di vita di tutti i mezzi di trasporto inclusi nel mio ciclo di vita, ad esempio la nave che trasporta il mangime all’allevamento o il camion frigorifero che distribuisce le bottiglie di latte alla grande distribuzione. Anche in questo caso, verrà imputato l’impatto pari alla percentuale per il mio litro di latte.

E così via, verranno ad esempio compresi anche l’impianto di pastorizzazione, stoccaggio e imbottigliamento, quello per la produzione della bottiglia e degli altri imballaggi.

Fino ad includere l’analisi di ogni processo, di ogni singola fase, con le sue varie implicazioni.

La LCA è considerato lo strumento di ecodesign per eccellenza.

  • Ciclo di vita del latte
  • Ciclo di vita del latte (LCA), schema step 1
  • Ciclo di vita del latte (LCA), schema step 2
  • Ciclo di vita del latte (LCA), schema step 3
  • Ciclo di vita del latte (LCA), schema step 4
  • Ciclo di vita del latte (LCA), schema step 5
  • Ciclo di vita del latte (LCA), schema step 6
  • Ciclo di vita del latte (LCA), schema step 7
  • Ciclo di vita del latte (LCA), schema step 8

Come si svolge uno studio di LCA?

Le 4 fasi di uno studio di LCA sono: definizione degli obiettivi e campo di applicazione, inventario, valutazione degli impatti, interpretazione dei risultati.

  1. Definizione degli obiettivi e campo di applicazione: in questa fase vengono definite le finalità dello studio, l’unità funzionale (misura o quantità di prodotto – in termini di funzione piuttosto che fisici) per la quale si misura l’impatto ambientale, i confini del sistema (ampiezza del sistema considerato), il fabbisogno di dati e le relative assunzioni;
  2. Inventario: questa fase comprende la quantificazione dei dati relativi ai flussi in entrata e in uscita (input e output) per ciascun processo del ciclo di vita del prodotto. È la fase più laboriosa;
  3. Valutazione degli impatti: le informazioni ottenute nell’analisi dell’inventario vengono classificate e aggregate nelle diverse categorie d’impatto a seconda degli effetti che possono avere sull’ambiente;
  4. Interpretazione dei risultati: le informazioni e i risultati ottenuti vengono interpretati e possono poi tradursi in raccomandazioni per la riduzione dell’impatto ambientale.

Come vengono utilizzati i risultati di uno studio di LCA?

I risultati di uno studio di LCA possono essere usati in diversi modi. A livello di prodotto o servizio:

  • per confrontare alternative diverse relativamente ad uno stesso prodotto (es. materiali, forme, packaging ecc.);
  • valutare dove risiedono gli impatti maggiori e poter fissare delle priorità di intervento;
  • confrontare la prestazione ambientale di prodotti anche molto diversi ma aventi la stessa funzione (es. uso di auto propria, a noleggio, car sharing o mezzo pubblico);
  • supportare nella scelta dei fornitori o attuare con loro strategie comuni di miglioramento;
  • richiedere determinati ecolabel (es. EPD, Dichiarazione Ambientale di Prodotto);
  • supportare e valutare progetti di economia circolare;
  • comunicare la prestazione ambientale di un prodotto;
  • valutazione delle migliori tecnologie disponibili;
  • misurare anche gli impatti economici e sociali se combinata con Life Cycle Costing e Social LCA;
  • ottimizzare tecnologie e processi produttivi a livello di settore, ad esempio per supportare strategie di politica ambientale (es. rifiuti) o per rendere più efficienti sistemi di servizi (es. mobilità).

Il grande valore della LCA è comunque l’utilizzo a scopo di ecodesign, per supportare lo sviluppo di nuovi prodotti integrando ecosostenibilità a tutti gli altri aspetti generalmente considerati, quali ad esempio qualità, prezzo, durata, forma ecc. Usata in modo innovativo, questa metodologia permette di individuare riduzioni di impatto e di costo, efficienze e combinazioni originali tra materiali, processi e utilizzi e collaborazioni inedite tra i reparti aziendali e lungo la catena di fornitura.

Life Cycle Initiative dell’UNEP (United Nations Environmental Programme)

Promuove l’uso della LCA quale metodologia capace di creare strategie di economia circolare più solide
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Progetto Horizon 2020

2B è stata tra i partner del progetto Water2REturn per il recupero e il riciclo di nutrienti e la trasformazione delle acque reflue in prodotti a valore aggiunto per l’economia circolare nel settore agricolo. 2B è work package leader per LCA, LCC e Social LCA
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Un po’ di storia della LCA

La LCA è una metodologia relativamente recente. Il primo studio più conosciuto, a cui generalmente si fa riferimento per segnare l’inizio della LCA, è quello concluso nel 1971 dalla Coca Cola per confrontare i diversi imballaggi della bevanda. Secondo alcuni esperti, però, in precedenza altri studi erano già stati condotti in Scandinavia. Qualche anno fa noi di 2B siamo riusciti fortuitamente ad entrare in possesso di una copia di questo storico studio della Coca Cola, di cui tanto si parla e che nessuno sembra avere mai visto. Era apparso in rete, il tempo di scaricarlo che già era svanito; un vero cimelio per gli appassionati del settore.

Nonostante questo primo tentativo del colosso americano, all’inizio la metodologia LCA è stata più che altro un esercizio accademico, che solo in un secondo momento è approdato al mondo aziendale, generalmente attraverso i reparti R&S. Con il tempo, continui sviluppi metodologici e un crescente numero di studi, il valore della LCA è stato riconosciuto a livello internazionale e l’Unione Europea l’ha descritto come “il migliore strumento attualmente disponibile per valutare il potenziale impatto ambientale dei prodotti”. Molte aziende lo hanno adottato per meglio comprendere gli impatti dei propri prodotti, le priorità di intervento e anche per supportare, con dati alla mano, la comunicazione ambientale.

Il potenziale strategico della LCA

Le aziende più innovative e intraprendenti non si limitano all’uso della LCA per lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi o processi, ma la applicano a nuove strategie aziendali.

La Toyota ha sviluppato la Prius con l’obiettivo di minimizzare gli impatti proprio perché l’applicazione della LCA ha permesso di stabilire che per l’automobile la fase d’uso è quella più impattante. Allo stesso modo Levi Strauss ha concentrato il proprio impegno su due fasi del ciclo di vita particolarmente impattanti, le materie prime e l’uso, sviluppando interventi concreti e azioni mirate relativamente al cotone di cui si approvvigiona e a lavaggio e asciugatura da parte dei consumatori finali.

L’ecoinnovazione attraverso la LCA si sta evolvendo per orientarsi allo sviluppo di nuovi modelli di business, fino al suo utilizzo per supportare gli obiettivi aziendali di medio e lungo termine. La massima potenzialità della metodologia non è ancora stata raggiunta dalla maggior parte delle aziende e le opportunità di miglioramento e differenziazione sono concrete e degne di attenta considerazione.

Individuati gli impatti maggiori e le fasi a cui si riferiscono, è possibile applicare il life cycle thinking alla strategia aziendale attraverso l’adozione dei modelli di business più adatti alle fasi critiche. Questo articolo di PRé, ispirato ad uno studio di Chun e Lee pubblicato nel Journal of Sustainable Development, offre degli spunti proprio attraverso la combinazione tra le fasi del ciclo di vita con i maggiori impatti e possibili modelli di sviluppo, come ad esempio la sharing economy, l’economia circolare, la sostenibilità lungo la catena di fornitura, l’approccio collaborativo o l’ecodesign.

La LCA è molto utile anche per le aziende che decidono di fissare chiari obiettivi di riduzione degli impatti ambientali e dei tempi entro i quali raggiungerli, ad esempio emissioni di gas serra, uso di acqua, aumento dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, riduzione degli sprechi, o anche riduzione degli impatti sociali, ad esempio salari minimi garantiti nei paesi in via di sviluppo, valorizzazione del lavoro femminile, aiuti all’infanzia.

Con il nostro partner PRé Sustinability siamo in grado di sviluppare strumenti personalizzati per permettere ad aziende, ma anche ad associazioni di categoria o gruppi di aziende mosse da obiettivi condivisi, di avere a disposizione un tool semplificato per valutazioni ambientali attraverso l’utilizzo di indicatori rilevanti.

Con PRé Sustainability e il SimaPro Partner Network seguiamo costantemente gli sviluppi internazionali della metodologia e le applicazioni più innovative.

Apprendere la LCA o affidarsi a un consulente

Negli anni abbiamo accompagnato diverse decine di aziende nella realizzazione di studi di LCA con obiettivi diversi, dal miglioramento dei prodotti esistenti, allo sviluppo di prodotti dalla fase di progettazione, alla comunicazione interna ed esterna. Abbiamo esperienza nei settori più disparati, lavorato con piccole aziende e multinazionali, studiato servizi, prodotti semplici, estremamente complessi o realizzati con materiali mai usati prima.

Spesso capita che aziende e organizzazioni ci chiedano consiglio su come gestire l’uso della metodologia LCA, se apprenderla o delegare a un consulente gli studi e ricevere i risultati pronti per l’uso.

Non c’è una risposta valida per tutti, ma possiamo dare delle indicazioni.

Quando e perché apprendere ed internalizzare la LCA?

Acquisire la metodologia LCA è un investimento; come tale necessita di tempo, dedizione, buone capacità logiche e costanza. La LCA non è per tutti, richiede particolare attenzione al dettaglio e allo stesso tempo capacità di non perdere di vista l’insieme, una buona preparazione scientifica, organizzazione e, per iniziare, un buon insegnante. Una volta deciso di fare proprie competenze così preziose, internalizzare rappresenta un’opportunità di crescita e permette di approfittare al massimo dei vantaggi che questa metodologia offre. Conoscendo a fondo una materia se ne possono cogliere e mettere a frutto le potenzialità, la si può raccontare meglio e nel modo più corretto.

Formazione LCA

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Quando delegare studi di LCA e come scegliere l’esperto giusto

È meglio scegliere di delegare il compito di svolgere studi di LCA quando:

  • si ha bisogno di risultati in tempi abbastanza veloci;
  • lo studio è stato commissionato e si vuole poter rispondere a una domanda o richiesta specifica senza perdere tempo;
  • non si ha una persona da dedicare, tempo e risorse nel medio e lungo termine.

Non è detto quindi che delegare sia la scelta sbagliata, anzi, può essere adatta in un determinato momento, in una specifica circostanza.

Quali sono gli aspetti che devo considerare se non sono esperto e ho necessità di far svolgere la valutazione dell’impatto ambientale di un mio prodotto?

Come prima cosa, chiedete sempre ai consulenti con i quali vi interfacciate quanti anni di esperienza hanno e quante LCA hanno fatto.

Se operate in settori innovativi e i vostri prodotti utilizzano materiali nuovi, è possibile che sia necessario ricreare i processi di tali componenti, e quindi sarà importante una solida conoscenza scientifica e la capacità di ricreare la chimica dei materiali, aspetto indispensabile per poterli studiare.

Uno studio di LCA dovrà per forza utilizzare un gran numero di dati primari, provenienti dal vostro prodotto, dal vostro impianto produttivo, dalle vostre specificità. Se questi dati non vi vengono richiesti significa che si utilizzano dati secondari, e quindi si analizza un prodotto simile al vostro, ma non il vostro.

Non abbiate paura di chiedere spiegazioni, di cercare di approfondire, di sapere il perché delle scelte, degli assunti, dei risultati, anche di controllare i calcoli. Avete il diritto di sviscerare lo studio e di controllare il lavoro che avete commissionato. Chi fa bene il proprio lavoro potrà sicuramente fare degli errori, ma non avrà timore di essere monitorato.

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